Varese. La politica tenta spesso di dare forti segnali mediatici, ma ciò non comporta automaticamente buoni risultati nei confronti dellopinione pubblica. Il 29 giugno il consiglio della Regione Lombardia si è tenuto per la seconda volta in trasferta (lunico precedente risale al 1974, a Brescia, dopo la strage di piazza della Loggia), allaeroporto di Malpensa, con lobiettivo di discutere del futuro dello scalo dando spazio ai problemi aperti.
Anche dopo il de-hubbing di Alitalia, Malpensa resta «motore di sviluppo e occupazione» secondo il presidente della Regione Roberto Formigoni, che ha insistito sui programmi di infrastrutturazione. Lassessore alle Infrastrutture Raffaele Cattaneo ha garantito collegamenti ferroviari veloci e più frequenti da Milano, con due coppie di Frecciarossa in arrivo da Roma e Bologna (da settembre) e il potenziamento del servizio da Cadorna e Centrale (due treni allora da ciascuna stazione). Ma secondo molti i problemi non sono stati affrontati davvero. Per il vicepresidente del consiglio Filippo Penati quanto sostenuto dalla giunta non è altro che «fumo negli occhi, con un tradimento da parte del governo: Bossi e Berlusconi avevano promesso di venire, ma non si sono visti». Nel 2000 a Malpensa transitavano 21 milioni di passeggeri (73,6% del traffico lombardo), scesi a 19 milioni nel 2008 e a 17 milioni nel 2009, con la quota degli altri scali salita al 47,5%. Una bocciatura arriva con forza da Legambiente, soprattutto sul progetto di terza pista (cardine del piano di sviluppo da 1,6 miliardi entro il 2020), giudicato «un atto di vandalismo, ben distante dalle necessità di un territorio in crisi, e unaggressione nei confronti del Parco del Ticino». Per il responsabile trasporti di Legambiente Lombardia Dario Balotta, «Malpensa non ha mantenuto nessuna delle promesse in termini di traffico e occupazione: laeroporto non si rilancia col cemento ma rendendolo più compatibile con il territorio e più efficiente». Il Wwf e il Fai hanno sottoscritto un documento congiunto per sostenere investimenti nei collegamenti pubblici e chiedere una soluzione al problema delle due piste troppo vicine (praticamente impossibile, in base alle norme internazionali, il loro utilizzo simultaneo), diversa dal costruirne una terza. Intanto i nove comuni intorno allo scalo fanno quadrato per conoscere limpatto ambientale del possibile terzo nastro (rumore, inquinamento atmosferico, territorio sottratto, delocalizzazioni): lassemblea del Consorzio urbanistico volontario ha approvato allunanimità la richiesta di una Valutazione ambientale strategica.
(Visited 33 times, 1 visits today)
Articoli recenti
- Isola di luce. Homo Faber illumina Venezia 1 Settembre 2026
- Chiara Curti: il mio Gaudì, libero e medievale 31 Agosto 2026
- Dear Architect, le chiese del cardinale Lercaro 31 Agosto 2026
- Dopo la cupola, l’albero? 28 Agosto 2026
- L’Italia vuota dei religiosi 28 Agosto 2026
- In difesa della città storica 24 Agosto 2026
- Come trasformare il bagno in un’oasi di relax moderna 19 Agosto 2026
- Riviste. Quando la carta resiste, e rinasce 12 Agosto 2026
- Ceuta, oltre le barriere della retorica 11 Agosto 2026
- Roma selfie-scape: idee per decentrare il (troppo) turismo 9 Agosto 2026
- L’Archintruso. Il condominio galleggiante 9 Agosto 2026
- L’archiviaggio. Portogallo, case (e sogni) migranti 7 Agosto 2026
- Storie di città che sfidano se stesse 6 Agosto 2026
- Dove lavorano gli architetti oggi? Analisi del mercato in Italia 5 Agosto 2026
Tag
abitare
alejandro aravena
allestimenti
anniversari
arte contemporanea
biennale venezia 2016
biennale venezia 2018
Chiese
cina
città
compatibilità ambientale
concorsi
congressi
coronavirus
Dalle Aziende
docomomo
fiere
francia
genova
germania
IN/ARCH
infrastrutture
INU
lettere al Giornale
libri
Milano
mostre
musei
paesaggio
parigi
patrimonio
Pianificazione
premi
reporting from the front
restauro
rigenerazione urbana
ritratti di città
roma
sicilia
spazio pubblico
territorio fragile
torino
triennale milano
università
venezia
Ultimi Video
[vimeo user ]28823276[/vimeo]
Articoli recenti
- Isola di luce. Homo Faber illumina Venezia 1 Settembre 2026
- Chiara Curti: il mio Gaudì, libero e medievale 31 Agosto 2026
- Dear Architect, le chiese del cardinale Lercaro 31 Agosto 2026
- Dopo la cupola, l’albero? 28 Agosto 2026
- L’Italia vuota dei religiosi 28 Agosto 2026
- In difesa della città storica 24 Agosto 2026
- Come trasformare il bagno in un’oasi di relax moderna 19 Agosto 2026
- Riviste. Quando la carta resiste, e rinasce 12 Agosto 2026
- Ceuta, oltre le barriere della retorica 11 Agosto 2026
- Roma selfie-scape: idee per decentrare il (troppo) turismo 9 Agosto 2026
- L’Archintruso. Il condominio galleggiante 9 Agosto 2026
- L’archiviaggio. Portogallo, case (e sogni) migranti 7 Agosto 2026
- Storie di città che sfidano se stesse 6 Agosto 2026
- Dove lavorano gli architetti oggi? Analisi del mercato in Italia 5 Agosto 2026
«Il Giornale dell’Architettura» è un marchio registrato e concesso in licenza da Società Editrice Allemandi a r.l. all’associazione culturale The Architectural Post; ilgiornaledellarchitettura.com è un Domain Name registrato e concesso in licenza da Società Editrice Allemandi a r.l. a The Architectural Post, editore della testata digitale, derivata e di proprietà di «Il Giornale dell’Architettura» fondato nell’anno 2002 dalla casa editrice Umberto Allemandi & C. S.p.A., oggi Società Editrice Allemandi a r.l.
CONTATTI SOCIAL:
© 2026 Giornale dell'Architettura •
© 2026 TheArchitecturalPost - Privacy - Informativa Cookies - Developed by Studioata




















